Consigli di una mamma: curare le ragadi durante l’allattamento

9 novembre 2009  

Le esperienze delle mamme sono fondamentali per cavarsela, quando si diventa neomamme. Io stessa ho fatto milioni di domande a tutte le mie amiche già mamme, e proprio attraverso questa rete di mutuo-aiuto sono riuscita ad affrontare le difficoltà del mio essere mamma.

Oggi Silvietta, del blog Qualcosa sta cambiando, ci dà dei consigli preziosissimi su ragadi e allattamento: esperienze che ha vissuto sulla sua pelle (letteralmente parlando), e che adesso con grandissima generosità regala a tutte noi.

Grazie, Silvietta, sei unica!

Come ti sopravvivo alle ragadi (in un modo o nell’altro)

Il mio primo mese di allattamento è stato accompagnato dalla presenza di due “belle” ragadi.
Ammetto e confesso che non ero per niente preparata al problema: prima della nascita della bimba, avevo sentito parlare di ragadi solo dall’ostetrica al corso preparto che ci aveva detto “le ragadi vengono se il bambino si attacca male”.
Perfetto, mi ero detta: che problema c’è? Impariamo ad attaccarla bene e il gioco è fatto.

Per questo, nei tre giorni di presenza in ospedale, ero rintracciabile solo al Nido, dove ho chiesto praticamente a tutte le infermiere e puericultrici di mostrarmi com’era l’attacco corretto.

Primo problema: ogni persona che ho incontrato aveva un suo modo di attaccare la bimba.
Secondo problema: a una settimana dalla nascita, sono comunque comparse le ragadi.

Nel mio caso, non erano due ulcerazioni “a linea”, ossia due fessure da cui esce il sangue – come spesso accade – ma due “sezioni a mezzaluna” dove la carne era scoperta perché la pelle si era – appunto – ulcerata a forma di mezzaluna.

Per i primi quattordici giorni, mi sono aggrappata a quanto mi era stato detto al corso, ossia che lasciando il seno all’aria aperta e ammorbidendo le ulcerazioni con una crema a base di lanolina le ragadi si sarebbero chiuse da sole.
Peccato che la lanolina mi desse reazioni allergiche, facendo bruciare tutta la pelle e peccato soprattutto che i tagli sembravano non passare mai…

Dopo due settimane, quando era chiaro che la situazione era completamente statica, ho iniziato a cercare un rimedio.

Ho fatto controllare l’attacco della bambina, e accertato che la ragazza poppava in maniera corretta ho dovuto accettare che era la mia pelle ad aver ceduto (in questo senso, mi sono resa conto di aver sottovalutato, nell’ottimismo dell’allattamento naturale a richiesta, le numerose dermatiti e allergie di cui soffro…).

A questo punto, non restava che provare a farle guarire.
Ho dovuto scartare tutte le creme e oli (lanolina, Olio Vea…) che servono ad ammorbidire la pelle: utili prima delle ragadi, ma ormai non più nel mio caso.
Ho provato i dischetti in idrogel (ne esistono di diverse marche), ma con successo limitato: ossia, la ferita si rimarginava ma ad ogni poppata, essendo una ferita molto estesa, la crosticina “saltava” (procurandomi dolore aggiuntivo). Quindi, le consiglierei solo nel caso di ragadi “a fessura” (oltre al fatto che hanno due inconvenienti: il costo e la “tossicità” per cui il seno va lavato prima e dopo la poppata).

La strategia con cui alla fine ho vinto è stata quindi quella di dormire con le coppette d’argento, che hanno attivato un lento percorso di ricostruzione della pelle, perché sono più semplici da togliere per la poppata e anche da tollerare quando si dorme (che già si dorme poco) e di giorno, indossare delle specifiche coppette che si chiamano”modellatori del capezzolo”, composti da un anello di silicone e da una coppetta bucata, con la specifica funzione di creare una sorta di “cupola” attorno al capezzolo perché asciugasse dopo la poppata, e ci fosse abbastanza aria perché facesse effetto una specifica crema cicatrizzante.

La definitiva mossa vincente, infine, è stata quella di usare i paracapezzoli in silicone durante le poppate – dopo aver attentamente scelto la giusta misura.
Già dal primo giorno, il dolore durante la poppata era terminato, e questo “stratagemma” unito alle “coppette d’argento” ha garantito la completa guarigione in altri quindici giorni.
In una settimana ancora, abbiamo imparato a “toglierli” e la nostra vita assieme … è davvero ripartita!

Sui paracapezzoli, aggiungerei soltanto che potevo permettermeli perché la bimba era una vera professionista della ciuciata e non si è mai spaventata rispetto alla prospettiva di dover fare un po’ più di fatica. Non so se avrei fatto lo stesso con un bimbo più piccolo e debole..

Direi che quello che ho imparato è: è vero che in parte dipende dall’attacco ma molto anche dalla pelle, e soprattutto … osservarsi bene e in caso di problemi, soprattutto se sembrano gravi… chiedere, chiedere, chiedere.

Autrice: Silvietta di Qualcosa sta Cambiando.

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Commenti

15 Commenti per “Consigli di una mamma: curare le ragadi durante l’allattamento”
  1. Bietolina scrive:

    Giò …se qualcuno mi avesse parlato dei modellatori del capezzolo forse sarei riuscita ad allattare …chissà, la prossima volta
    Io di ragadi nn ne ho avute, o meglio un piccolo taglietto causato dal tiralatte… che dolor! Sei stata caparbia :) Brava
    in effetti i paracapezzoli con i bambini pigri invece di aiutare l’allattamento lo rallentano, infatti il mio è finito presto :-|

  2. Mammafelice scrive:

    Anche il mio allattamento è durato poco, ed è sempre stato misto.
    Ho provato sempre molto dolore, e soprattutto ho patito la mancanza di assistenza post partum, che in Italia è inesistente o troppo rara.
    In Svezia l’ostetrica viene a casa tutti i giorni ad aiutarti, e ti pulisce anche un po’ casa… qui è tanto se riesci a prendere un appuntamento, di tua iniziativa, con l’ostetrica pubblica.

  3. sturmele scrive:

    I paracapezzoli in argento – la mia salvezza! A me per fortuna me li ha consigliati un’ostetrica in gamba il giorno in cui sono uscita dall’ospedale. E nonostante quest’invenzione geniale avevo male. Ogni volta che il piccolo ciucciatore si attaccava, io puntavo i piedi e chiudevo gli occhi, ma dopo un mese circa è passato.
    Bello e utile il tuo racconto. Sei diventata una vera esperta della poppata dolorosa…

    Mammafelice, non so come funziona a Bologna, ma qui a Padova, se si vuole, un’ostetrica dell’ASL viene a casa tua tutte le volte che vuoi per i primi mesi. Io non l’ho mai chiamata, ma la mia amica sì ed è stata soddisfatta.

    • Mammafelice scrive:

      Qui a Bologna dall’ostetrica ci devi andare tu… almeno questo è quello che succede nel mio quartiere. :(
      Immagina che voglia di uscire con una bimba piccola, in Dicembre, con la neve, un sonno pazzesco e le occhiaie da panda… della serie: scoraggiamo le mamme!

      • Silvietta scrive:

        mi hai tolto le parolee di bocca: trovare il telefono, scocciare, prendere appuntamento, vederselo rimandato, prendere uscire, coprire andare…. 8-O ….per fortuna c’è il web!

    • Silvietta scrive:

      un’esperta? beh, forse se non altro dei palliativi al dolore :lol: … consiglio anche tanti abbracci del compagno :wink:

  4. vio-yersinia scrive:

    ma il latte del seno lo hai provato? è la prima sostanza che si dovrebbe spalmare sul seno, ha funzioni protettive contro batteri, ammorbidisce prima della poppata e spalmato dopo aiuta la guarigione. pensate che a volte usano il latte materno per il trasporto degli organi.
    è ricco di vitamine, anticorpi e chi più ne ha più ne metta!!
    ti hanno consigliato di metter la bambina in posizioni diverse a ogni attacco? anche se ciuccia bene se si continua a metter il bimbo nella solita posizione andrà a toccare sempre i soliti punti, come delle scarpe strette. se invece la giri (la tetta è perfettamente tonda!) ogni volta toccherà zone diverse e quindi meno stress per quelle zone rotte o doloranti, i bambini posson addirittura poppare a testa in giù!! -questo vale anche per gli ingorghi mammari, siccome la parte che massaggia di più è il mento, metter questo sopra la parte ingorgata aiuta a sciogliere quella parte-

    c’è la leche ligue è che una cosa molto interessante, non so bene come funzioni ma se qualche “rappresentate” nel vostro territorio loro posson realmente dare una mano. Cercare sempre associazioni di mamme o robe del genere, purtroppo spesso son nascoste e poco pubblicizzate ma molto utili chè mettono insieme le mamme così che si scambino consigli, ci sono magari anche ostetriche più disponibili. Quelle della leche ligue hanno una super formazione e seguono molto bene le mamme.
    Per quel che mi riguarda a marzo mi laureo e dopo in pratica disoccupata, se qualcuna a verona o in zona ha bisogno di una che le stia accanto io ci sono!! -pubblicità occulta….ghghgh-
    invidio le ostetriche degli altri stati europei che posson esser davvero utili in tutti i momenti della vita della donna e non solo “rilegate” al parto o ai pap test dentro un ospedale.
    E come dice silvietta, chiedere sempre, anche se il dubbio sembra banale. Tutto riesce meglio se ci si sente più sicure.
    Son convinta che se l’assistenza nel puerperio fosse migliore -o se esistesse- la percentuale di allattamento al seno crescerebbe assai e tutti sarebbero più contenti.

    • Silvietta scrive:

      si,Yersinia: grazie di consentirmi di fare ancora alcune precisazioni: ho cambiato posizione ad ogni poppata fino ai tre mesi e ho usato il latte materno sulle ragadi, ma purtroppo – proprio come accadeva con i dischetti di idrogel – serviva solo da palliativo momentaneo – alla poppata successiva ecco riaprirsi la ferita.

      per quanto riguarda le associazioni di Mamme, ho chiamato solo una volta ma purtroppo la persona che ho incontrato – gentilissima e disponibilissima – non aveva mai avuto ragadi …

      anche per questo mi sono decisa a scriverne :wink:
      a presto, silvietta

      • luciana scrive:

        :-P Ciao, spero che la mia esperienza possa servirti, anche io col primo bimbo ho molto sofferto con le ragadi ma poi al consultorio di Milano una dott.ssa mi ha consigliato una pomata, CONNETTIVINA e mi si è aperto un mondo!!!dal giorno dopo ho cominciato a migliorare e poi sono scomparse.Chiaramente si può usare durante l’allattamento ma la metti dopo aver allattato e poi prima della poppata lavi bene il seno.
        In bocca al lupo e stringi i denti!!!

  5. simona73 scrive:

    salve a tutte, io ho tre figli la prima ha 10 anni l’ultima ha quattro mesi ho sempre preparato il seno durante la gravidanza ma durante la prima settimana dalla nascita della bambina (la I°)anch’io ho sofferto con le ragadi ho messo i para capezzoli ma nulla cambiava il dolore era immenso usciva sangue e latte alla fine dopo aver provato di tutto e dico tutto sono dovuta ricorrere ad un farmaco locale il trofodermin (è un tipo di antibiotico locale) lo mettevo la sera dopo l’ultima poppata così avevo il tempo di farlo agire dalle tre alle quattro ore e prima di attaccare la bimba al seno lo lavavo molto bene con due applicazioni ho risolto. Mi sono trovata nella stessa situazione alla II° e alla III° gravidanza l’ ho usato quasi subito, ho provato prima ad usare delle creme che mi hanno consigliato (purelan crema ottima ma non mi ha aiutato, osmin rag)come ho visto che non riuscivo ho subito usato il trofodermin spry ed ho auto subito giovamento sappiate che avevo due ragadi che tagliavano il capezzolo a metà.
    grazie simona.

  6. vitalba scrive:

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    ciao a tutte,mi chiamo vitalba è ho 27 anni,sono alla mia I° gravidanza
    è sto benissimo nn ho avuto proprio niente…. :lol: :lol:
    cmq sono felicissima ma i dubbi sono tantissimi,
    per primo quello dell’allattamento,ho il terrore se nn riuscirei ad allattare.due mie amiche hanno sofferto tantissimo ma nn tanto per le ragadi ma tanto propio per il dolore quando si attaccavano,dicevano che è come avere tanti aghi infilzati nel seno piangevano dal dolore….malissimo :cry:
    io vorrei capire,ma c’è un modo per preparare i capezzoli durante la gravidanza???e se si da che mese potrei incominciare???
    premetto che ho due capezzoli che sembrano due attaccapanni…ihihihiih
    ciao e grazie mille….auguri a tutte le mamme :wink:

    • Mammafelice scrive:

      Ciao Vitalba! Purtroppo non ci sono modi efficaci per preparare i capezzoli. Durante l’allattamento ti consiglio di usare la lanolina purissima (Purelan, in farmacia, circa 8eur).

Commenti

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:wink: :-| :-x :twisted: :) 8-O :( :roll: :-P :oops: :-o :mrgreen: :lol: :idea: :-D :evil: :cry: 8) :arrow: :-? :?: :!: