Aiuto, non so fare la mamma!
9 dicembre 2009
Fonte: La Stampa web, a cura di Elena Lisa
Alice sta attraversando una fase orribile: piange e strepita di continuo. Mi ripeto che passerà e forse finisco col crederci. Ora meglio se vado a farmi una camomilla». «Sono giorni neri. Domenico non mangia perché è geloso di Giorgia. Giorgia non dorme perché ha mal d’orecchie. Valentina non studia perché io non l’aiuto e il papi dice che deve riposare perché è stanco! Basta, rivoglio la mia vita!». E ancora: «Sono una madre snaturata. In casa è successo un putiferio perché me la sono presa col bambino che non voleva dormire. Ma un crollo, quando si fa la mamma, si lavora, si tiene la casa è normale, no?». E poi chi risolve: «Oggi il nano pestifero lo porto dalla nonna. Non voglio vederlo nemmeno in cartolina».
Storie di ordinaria maternità raccontate su blog dai nomi eloquenti: «Mamma cattiva», «La solitudine delle madri», «Vere Mamme» e «Piattini cinesi», una metafora, quest’ultima, per indicare come certi equilibrismi – i piattini fatti girare su bastoncini da circensi in bilico – non siano poi troppo distanti dalle fatiche quotidiane delle donne con figli.
>>> Continua a leggere l’articolo de La Stampa.
Consigli di una mamma: curare le ragadi durante l’allattamento
9 novembre 2009
Le esperienze delle mamme sono fondamentali per cavarsela, quando si diventa neomamme. Io stessa ho fatto milioni di domande a tutte le mie amiche già mamme, e proprio attraverso questa rete di mutuo-aiuto sono riuscita ad affrontare le difficoltà del mio essere mamma.
Oggi Silvietta, del blog Qualcosa sta cambiando, ci dà dei consigli preziosissimi su ragadi e allattamento: esperienze che ha vissuto sulla sua pelle (letteralmente parlando), e che adesso con grandissima generosità regala a tutte noi.
Grazie, Silvietta, sei unica!
Come ti sopravvivo alle ragadi (in un modo o nell’altro)
Il mio primo mese di allattamento è stato accompagnato dalla presenza di due “belle” ragadi.
Ammetto e confesso che non ero per niente preparata al problema: prima della nascita della bimba, avevo sentito parlare di ragadi solo dall’ostetrica al corso preparto che ci aveva detto “le ragadi vengono se il bambino si attacca male”.
Perfetto, mi ero detta: che problema c’è? Impariamo ad attaccarla bene e il gioco è fatto.
Per questo, nei tre giorni di presenza in ospedale, ero rintracciabile solo al Nido, dove ho chiesto praticamente a tutte le infermiere e puericultrici di mostrarmi com’era l’attacco corretto.
Primo problema: ogni persona che ho incontrato aveva un suo modo di attaccare la bimba.
Secondo problema: a una settimana dalla nascita, sono comunque comparse le ragadi.
Essere genitori omosessuali in Italia oggi: cosa significa?
5 ottobre 2009
Simona è una ragazza meravigliosa: mi sono innamorata di lei al primo istante, perchè è una ragazza coraggiosa e grintosa, che però, nonostante le battaglie personali e sociali che conduce ogni giorni, ha mantenuto una dolcezza e una serenità incredibili.
Lei e la sua compagna sono due persone che io stimo tantissimo, e che in questi mesi mi hanno fatto capire cosa significa essere davvero genitori. Essere madre. E la sua lettera, potente, piena di paure e di speranze, così impregnata d’Amore, lo dimostra perfettamente.
Siamo una famiglia
A volte ripenso a quando ero solo una ragazzina, quando già allora sentivo forte dentro di me il desiderio di essere mamma…
A differenza delle mie coetanee non sognavo l’abito bianco o il principe azzurro, ma sognavo l’Amore vero, quello con la A maiuscola: una persona che mi facesse vibrare il cuore.
Ma mai avrei immaginato di trovare la felicità proprio in lei.
Era un pomeriggio d’estate quando entrando in una chat omosessuale mi colpì il suo nome.
Mai prima di quel momento ero entrata in una chat gay, ma non perché ci trovassi qualcosa di strano, ma semplicemente perché non era capitato.
Iniziammo a chiacchierare. Mi colpì subito la sua storia: mi piaceva il suo modo di raccontarsi.
Il racconto di una gravidanza difficile
27 agosto 2009
Questo articolo, commovente e dolcissimo, è scritto da Bietolina del blog Ripri, e racconta i mesi della sua gravidanza, considerata da subito ‘a rischio’.
Sara è un’educatrice di asilo nido e ha anche un blog, Diario di un’educatrice di asilo nido, dove dà consigli alle mamme sulle attività da svolgere con i bimbi.
Oggi il suo bambino, Alessandro, ha più di un mese e mamma e bambino stanno entrambi bene.
I pensieri di una mamma alle prese con una gravidanza difficile
Mi ripetevo spesso: ho 30anni, il tempo passa, sarebbe proprio ora di mettere in cantiere un nanetto, perchè è quello che voglio… che vogliamo.
Poi c’era la casa da finire, il mutuo, il lavoro precario che frenavano il tutto… Beh, non tutto tutto, ecco.
Sì, perchè quando non vedi il tuo uomo per quindici giorni e hai davvero voglia solo della sua vicinanza il resto non conta.
E poi succede che a fine Ottobre ti prendi anche un week end solo per voi non sapendo che in realtà siete già in tre…^_^

